Nel 2025 il video è ormai diventato il linguaggio dominante della comunicazione digitale; dai post social alle newsletter, dalle landing page alle campagne advertising, è impossibile non imbattersi in un contenuto video pronto a catturare la nostra attenzione.
Non si tratta più solo di una tendenza passeggera: è risaputo che il video è il formato che genera il più alto tasso di engagement, memorabilità e conversione. E non solo nel B2C. Anche nel marketing B2B, il video è sempre più utilizzato per semplificare messaggi complessi, umanizzare i brand e guidare il pubblico lungo il percorso decisionale.
Insomma, se oggi un’azienda vuole davvero farsi notare — e farsi ricordare — non può fare a meno dei contenuti visivi. La domanda non è più se usare i video, ma come farlo in modo ragionato e coerente con la propria digital strategy.
C’è ancora chi pensa che il video sia una tipologia di contenuto adatto solo ai social, TikTok, influencer e brand lifestyle. In realtà è uno degli strumenti più efficaci per qualsiasi strategia di content marketing; e può essere adattato a ogni settore.
Perché? Perché un video ben fatto spiega, emoziona, semplifica e convince. Tutto in pochi secondi, con un impatto che un articolo testuale, ad esempio, richiederebbe minuti per ottenere. L’obiettivo è essere chiari (e utili).
Ecco alcune delle caratteristiche che spiegano perché il video funziona:
Non serve inventarsi il nuovo tormentone del web: funziona anche un video semplice, autentico, che risponde a un’esigenza reale del pubblico.
Un errore comune è pensare al video come a un contenuto “extra”, da produrre solo in occasioni speciali. In realtà, il video andrebbe integrato nella propria strategia fin dalle fase di ideazione, come linguaggio trasversale che si affianca ai contenuti testuali e visual.
Dunque, in un piano di content marketing ben costruito, ogni contenuto può (e dovrebbe) avere la sua declinazione video, ottimizzata per i canali e le audience giuste.
Il motivo è semplice, le decisioni d’acquisto B2B non sono solo razionali: fiducia, empatia e chiarezza contano quanto i dati. Il video è il formato più efficace per trasmettere questi elementi con immediatezza e umanità.
Quando si parla di integrare contenuti video non si intende “fare anche dei video”. Significa ripensare il modo di raccontare la propria realtà, traducendo concetti complessi in esperienze semplici e coinvolgenti.
In una strategia digitale ben costruita, il video:
In altre parole, il filmato non sostituisce, ma permette di rafforzare ogni touchpoint della strategia digitale.
Troppo spesso il video viene pensato come una produzione a sé, una “campagna nella campagna”. Ma la vera efficacia si vede quando questo elemento è pensato fin dall’inizio come parte della strategia, integrato nei contenuti esistenti e nei flussi digitali.
Un esempio? Un contenuto video che nasce per essere utilizzato in una campagna LinkedIn ADS può essere ripreso come teaser in una newsletter, ampliato in un webinar, sintetizzato in una pillola per il sito, o persino trasformato in asset per il team commerciale.
Il valore dunque non risiede nel singolo video, clip o reel. È nella sua capacità di dialogare con gli altri contenuti, e di moltiplicare le occasioni di connessione con il pubblico.
Nel marketing B2B, la sfida non è solo raggiungere le persone giuste, ma farlo nel modo giusto, al momento giusto, con il contenuto giusto. E in questo equilibrio delicato, il video è uno dei pochi formati capaci di adattarsi con efficacia a ogni fase del funnel.
Infatti, anche un breve filmato non si limita a catturare l’attenzione: aiuta a costruire fiducia, a semplificare l’esperienza, ad accelerare le decisioni. Tutte azioni cruciali quando il processo di acquisto è complesso, coinvolge più stakeholder e richiede tempo.
Un video può avere mille forme e obiettivi, ma è davvero efficace quando è pensato come parte di un ecosistema. Ecco un esempio di come può integrarsi in una strategia digitale:
È evidente come non esista una sola funzione del video nel marketing B2B, perché il suo valore è trasversale. Quando integrato nella strategia, diventa uno snodo narrativo potente, in grado di rendere ogni azione e comunicazione più efficace.
Infine, per sfruttare al massimo il potenziale del video, occorre misurarne le performance e collegarle al percorso del cliente. Strumenti come HubSpot CRM permettono di capire quali contenuti video generano lead, quali supportano la conversione e quali rafforzano la fidelizzazione.
Solo così il video smette di essere un contenuto isolato e diventa un driver misurabile di business.
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