
Valentina con il Gadget di Go!WebDesign
Sabato 6 febbraio ho partecipato ad un evento sul Web Design, organizzato da JuliusDesign, sugli elementi fondamentali per la creazione di siti internet dal punto di vista del Web Designer e sulla condivisione di tecniche e strategie di sviluppo.
L’intervento di apertura di Giuliano Ambrosio (Julius) ha affrontato l’argomento più ostico a mio parere: come attirare i clienti, partendo dal presupposto, ormai scontato, che per farsi trovare da un potenziale cliente bisogna essere visibili su web, attraverso siti vetrina, blog e ora con tecnologie web 2.0 come i Social Networks.
Fondamentali sono i CONTENUTI pubblicati sul sito, che devono essere CHIARI e rendere credibile l’azienda che sta dietro al sito.
Importante per la CREDIBILITA’ sarebbe quindi “metterci letteramente la faccia”, un po’ come abbiamo fatto noi sul nostro blog.
Una delle prime cose da trasmettere è la PASSIONE per il proprio lavoro, attraverso un curriculum o una descrizione dell’attività aziendale, un portfolio o una galleria dei propri prodotti.
Nell’attuale era del WEB COLLABORATIVO è importante cercare altre vie per arrivare al nostro canale (target), ad esempio attraverso i Social Networks (come Facebook, Twitter, You Tube…), ma utilizzandoli in modo “professionale” o con degli scopi precisi. Un’azienda potrebbe cercare di diffondere il proprio brand Su Facebook creandosi un PROFILO in cui condividere articoli del proprio blog (quindi parlerà dei propri prodotti/servizi) e una pagina FAN in cui condividere articoli di altri siti, attinenti al suo settore, per attirare utenti interessati all’argomento, in modo da creare naturali dibattiti e discussioni.
Il secondo intervento, di Massimo Mastromarino, era incentrato su come progettare a livello logico e concettuale un progetto in stile web 2.0, partendo dal breefing con il cliente fino ad arrivare al concept design.
Per realizzare un sito di successo è importantissima la WEB USABILITY: il cliente deve capire che il sito che vuole realizzare NON E’ IL SUO SITO, ma degli utenti web che lo visiteranno e che potrebbero diventare potenziali clienti. Quindi è fondamentale progettarlo usabile!
Durante questo intervento c’è stato un animato dibattito sull’uso – o meno – della MUSICA in un sito web. Dopo aver sentito varie considerazioni, e in base alla mia personale esperienza di web designer e di web user, mi sento di dire che se si vuole inserire della musica di sottofondo, va fatto con parsimonia: possibilmente meglio inserirla solo in Home Page, all’interno di un filmato flash, in modo da essere scaricata in streaming e da non penalizzare lo scaricamento degli altri elementi della pagina, con un volume medio-basso e con la possibilità di disattivarla con un pulsante di Stop Sound.
Il terzo intervento “ADOBE FLASH e le sue applicazioni a 360°” è stato tenuto da Nicola Bortignon, il più giovane relatore del gruppo. Mi ha colpito in maniera negativa uno strumento rilasciato da Adobe, che permette di creare un’immagine dinamicamente dando la possibilità di creare quadri autogenerati con figure astratte, che assomigliano a quadri di Jackson Pollock. Il tool non mi è piaciuto probabilmente perchè io, da ex pittrice, sento sminuita la sensibilità delle nuove generazioni nei confronti dell’Arte tradizionale, per approciarsi sempre più ad un’arte contemporanea digitale. Dovrò farmene una ragione, in realtà si tratta di una nuova epoca artistica…
Mi sono divertita quando qualcuno ha osato “professare” che il Flash Player è molto più lento a livello di prestazioni caricato su Mac, piuttosto che su Windows (e qui attendo commenti in merito)! ![]()
Per quanto riguarda il Flash come applicazione, viene sempre più riconosciuto e affermato che il suo futuro sarà nello sviluppo di giochi e applicazioni per Nintendo Wii, Ipad, Iphone… andando sempre più a sparire su web, in quanto è palesemente problematica la sua compatibilità con i motori di ricerca, a meno che gli sviluppatori non trovino delle soluzioni SEO adatte.
Nell’intervento di Maurizio Pellizzon si è affrontato un discorso generico sulle regole base per ottimizzare al meglio i siti, concludendo: LESS IS MORE (poco è meglio). Quindi saper limitare il peso delle pagine, senza stra caricarle di contenuti, ma piuttosto dividere testi e foto in più pagine.
Per chi SCRIVE CONTENUTI è importante sapere che è necessario definire una LINEA EDITORIALE per la gestione dei contenuti; non si tratta quindi di un lavoro così semplice come può sembrare, per questo è preferibile che venga sviluppato da una Web Agency in collaborazione con l’azienda.
A livello di contenuti, ogni singola pagina deve contenere: un TITOLO come primo elemento visibile, che deve essere sintetico ed efficace e il PRIMO PARAGRAFO, che dovrebbe sintetizzare il concetto che vogliamo andare ad indicizzare.
Riassumendo, gli elementi che non devono mancare in un sito nel 2010 sono:
- testi molto leggibili;
- interlinea dei testi alta;
- abbondanti spaziature e margini;
- pagine non troppo piene;
- colori ben contrastanti (ma non molti colori);
- sfumature lievi, ombre delicate;
- icone “parlanti” (devono essere intuitive);
- titoli e bottoni intuitivi.
Per finire vi lascio con i commenti live dell’evento e la fotogallery dell’evento:

Come non condividere tutto questo? L’armonia in un sito si percepisce e si comprende prima di tutto essendo noi stessi utenti.
Quindi il buon stile lo si immagina e lo si realizza avendo navigato in centinaia di siti, blogs. Dopo aver cercato informazioni per ore ed avere sperimentato delusioni e gratificazioni, siti che rispondono e siti che ti fanno arrabbiare.
Allora, essendo esseri senzienti, facciamo la cernita: ci accorgiamo che “skippiamo” dopo 3 secondi proprio i siti sofisticati, quelli che ci fanno perdere il filo della navigazione, quelli con uso massiccio di flash, quelli con paginoni difficili da leggere, e quelli con pagine praticamente senza contenuto.
Tutto bene allora? Purtroppo no, arriva il cliente, che forse non è mai stato un utente, o lo è stato davvero poco. E’ lui che decide l’albero del sito senza essere consapevole dei contenuti che ha (o non ha). Impone l’uso di “movimentate pagine fatte in flash” perchè fanno scena. O peggio, si crede già esperto e traspone la sua pubblicità da stampa nel web senza cambiare quasi niente. Il tutto potrebbe finire un budget strettissimi che rende improbabili certe analisi progettuali. Bene o male si arriva al compromesso.
Auguro a tutti di incontrare sempre clienti “utenti”, disponibili al dialogo, e con cui è possibile ragionare secondo le linee guida scritte da Valentina.