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Social Media Management: 4 errori da evitare

Occuparsi della gestione dei canali social di un’azienda è un’attività complessa, da organizzare nei minimi dettagli per riuscire a raggiungere i propri obiettivi e non farsi trovare impreparati davanti a una crisi mediatica o senza contenuti da pubblicare.

 

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Oggi voglio metterti in guardia da quattro errori piuttosto frequenti, ma che dovresti proprio evitare: se parti con il piede giusto, costruire relazioni di valore con gli utenti dei social media sarà più facile e produttivo per la tua azienda!

Iniziamo!

 

1- Partire senza una strategia ed obiettivi SMART

Condividere un video che racconta la storia del brand, scrivere un articolo dal contenuto educativo sul blog, pubblicare una gif in occasione di una ricorrenza sono tutte azioni che fanno parte della routine quotidiana del social media manager...ma non devono essere slegate tra loro.

Per essere efficaci e centrare il bersaglio tutte questo micro-attività si devono necessariamente integrare in una strategia di più ampio respiro: un piano marketing definito e orientato al raggiungimento degli obiettivi.

Ti consiglio di fissare obiettivi specifici, misurabili, realistici, temporali e rilevanti per il core business dell’azienda (nell’inbound marketing sono chiamati SMART goals, letteralmente obiettivi intelligenti), in modo da poter valutare in modo chiaro se la tua strategia sta funzionando e se invece necessita di una revisione.

Best practice: se le tue azioni sui social vivono alla giornata, riunisci il tuo team e inizia a preparare un calendario editoriale per mettere nero su bianco i contenuti da pubblicare su ogni social nel corso del mese, associando un obiettivo SMART a ciascuno di esso.


La pianificazione è un ingrediente fondamentale per avere successo.


2- Pubblicare troppo o troppo poco

La frequenza di pubblicazione è spesso un argomento spinoso perché non esiste una regola che va bene per tutte le aziende allo stesso modo: soltanto l’esperienza e l’analisi dei dati (uniti a una buona dose di sperimentazione sul campo) ti permetteranno di capire qual è la soluzione migliore per il tuo target di riferimento. In generale però, ti posso consigliare di essere costante nella pubblicazione, prevedendo almeno due nuovi post a settimana: agli utenti piace essere aggiornati “ma non troppo”. Pubblicando troppo frequentemente inoltre si rischia di abbassare la qualità dei contenuti, che invece è proprio l’elemento su cui dovresti concentrare le tue energie.

Best practice: cerca di individuare i momenti in cui i tuoi potenziali clienti sono attivi online, utilizzando i tool di analisi messi a disposizione dalle piattaforme social (come Facebook Insight) e sfruttali senza avere paura di sperimentare.


3- Ignorare i commenti negativi e le crisi

Pubblicare qualunque tipo di contenuto online, soprattutto sui social, significa dover gestire un flusso di informazioni e percezioni: gli utenti reagiscono emozionalmente a tutto ciò che vedono e leggono in rete, poi su questo costruiscono le proprie interpretazioni. Un commento o una recensione negativa quindi, possono essere frutto di un fraintendimento o di un semplice errore ma, a prescindere da ciò che li ha causati, necessitano di essere gestiti. La rete è la casa di vetro perfetta: ogni azione sui social è visibile o può essere resa visibile a tutti in tempo reale e anche un singolo evento può dare il via a una reazione a catena difficile da arginare se non si interviene subito.

Per evitare una situazione di questo tipo, monitora costantemente i tuoi canali di comunicazione e rispondi sempre, in modo pacato ed educato, alle critiche e, se effettivamente è stato commesso un errore, scusati e se necessario spiega come intendi rimediare.

Anche questa è un’opportunità per il tuo business, non sottovalutarla.

Best practice: cerca di trasformare un commento o una critica negativa in un’opportunità per metterti nella testa del cliente, fare autoanalisi e capire come la tua azienda è percepita dall’esterno. Puoi approfondire l’argomento leggendo l’articolo della mia collega Giulia >> Le recensioni negative: come si manifestano e come rispondere.

 

4- Non prevedere un budget per le campagne sponsorizzare

Oggi la portata organica (cioè la quantità di interazioni che è possibile ottenere senza attività a pagamento) delle pagine aziendali oscilla mediamente tra il 2% e il 5%. Per questo una strategia di contenuti, per quanto ottimi, che non ha un budget per post e campagne sponsorizzate difficilmente riuscirà a raggiungere un’ampia fascia di potenziali clienti, soprattutto se ci si rivolge ad un target specifico.

Best practice: prevedi sempre un budget per le sponsorizzazioni (anche piccole cifre vanno bene per iniziare) . Ad esempio, se hai pubblicato un post sul blog particolarmente interessante puoi creare su Facebook un post sponsorizzato prevendendo di investire 30 euro distribuiti su 3 giorni. Con questo budget potresti raggiungere anche 10.000 utenti targettizzati!

 

Questi sono i principali errori in cui potresti inciampare durante le tue attività social: ricorda che ogni piattaforma richiede una serie di competenze peculiari per essere sfruttata al 100 % per cui dovresti sempre rivolgerti ad uno specialista che ti possa seguire passo passo, dall'ideazione all'applicazione della strategia.

Vuoi un confronto con il nostro team di digital marketing? Scrivici oppure approfondisci l'argomento che abbiamo affrontato al punto 1 scaricando la nostra infografica "Come creare un piano editoriale":

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Competenze: strategie web marketing

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Jessica Pignaffo

Autore: Jessica Pignaffo

Inbound Specialist
Estrosa e determinata, insegue tutto ciò che è creativo ed è sempre alla ricerca di nuovi progetti da raccontare.

CI PRESENTIAMO

Bizen, digital agency fondata nel 2007, affianca gli uffici marketing nella definizione e gestione di un piano digital marketing con l'obiettivo di valorizzare il brand online e attirare più contatti, ma quelli giusti.

Abbracciamo il cambiamento e ci lasciamo contaminare da idee ed esperienze, per delineare nuovi percorsi digitali che conquistano l’utente e costruiscono relazioni di valore.

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