Archivio della categoria ‘Web Marketing’

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Le e-mail sono parte integrante dell’attività di business come mezzo di contatto e di relazione e come tali diffondono l’immagine di aziende e persone nel mondo, quindi occorre prestare la massima attenzione alla loro stesura e controllarle più volte prima di premere il tasto “invio”.

1. Omettere l’oggetto.
Spedire una mail senza oggetto significa spedire messaggi “ignoti”, se poi si analizza il dato che l’oggetto ha un valore pari all’80% dell’apertura di una mail è evidente che la sua omissione preclude la possibilità di raggiungere velocemente il target di riferimento e persino la possibilità di essere letti.

2. Scrivere frasi incoerenti.
Il titolo deve essere coerente ed attinente al contenuto del messaggio inviato. Evitare frasi banali ed utilizzare invece chiavi di lettura che facilitino la comprensione immediata del contenuto del messaggio, omettere frasi come “ecco per lei nuove offerte”.

3. Lasciare invariato il titolo della mail quando si risponde.
Un semplice esempio: quante volte si risponde ad una e-mail lasciando apparire nel titolo solo “re” (replay)? L’aggiunta di ulteriori informazioni consente a chi la ricevere di individuare esattamente il contenuto del messaggio nel modo più veloce.

4. Non personalizzare il messaggio per il destinatario.
Un messaggio eccessivamente informale rende le comunicazioni troppo fredde e distaccate e inoltre denota una scarsa attenzione verso chi riceve il messaggio, il quale ritiene di non essere stato preso nella giusta considerazione.

5. Non considerare le modalità comunicative.
A differenza della comunicazione face to face o delle conversazioni telefoniche, chi legge le e-mail non è in grado di identificare il comportamento non verbale e distinguere il tono della voce, di conseguenza formula un giudizio in base a quanto legge. È indispensabile verificare attentamente quanto scritto e considerare, magari ponendosi nei panni dell’altro, se il messaggio sia sufficientemente chiaro, conciso e comprensibile; evitare di dare tutto per scontato.

6. Non controllare la grammatica.
Come detto precedentemente la e-mail rappresenta l’azienda, le persone e le loro personalità; spedire messaggi con errori ortografici è indice di scarsa attenzione; chi la riceve è indotto a pensare che il mittente sia poco affidabile e che la cura posta nel suo lavoro non sia poi così buona.

7. Scrivere testi troppo lunghi.
Una buona e-mail necessità di frasi brevi e concise e la capacità di sintesi, nel rispetto della forma narrativa, è senza mezzi termini indispensabile.

8. Utilizzare frasi negative.
Evitare l’utilizzo di frasi in negativo, ad esempio se volessimo pubblicizzare un anti-taccheggio, il messaggio dovrebbe puntare sulle opportunità offerte e quindi fare leva sulla sicurezza e non sul rischio che si corre non avendolo.

9. Non mettere i vostri riferimenti nelle e-mail.
Ricevere e-mail senza riferimenti è sempre sconcertante. Quante volte ci siamo chiesti “chi è questo tizio?”, oppure “devo chiamarlo ma ho lasciato il suo biglietto da visita in auto..aspetto domani”. Quante opportunità si possono perdere? In calce ad ogni e-mail bisogna riportare il proprio nome, la posizione in azienda, il nome e l’indirizzo dell’azienda, numero di telefono, fax, indirizzo e-mail e sito web. Si potrebbe obiettare che un nostro cliente ci conosce già, che possiede da molto tempo tutte queste informazioni, certo, ma c’è forse un motivo che vieta di facilitare la vita altrui?

10. Dimenticarsi le informazioni sulla privacy.
Dopo i riferimenti aziendali va sempre inserita l’informativa sulla privacy.

(Tratto da pilloledimarketingweb.it)

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Indicazioni utili, passo dopo passo, su come pianificare un’efficace campagna di comunicazione on-line e analisi dei principali strumenti che consento di valorizzare il Web come potente mezzo di marketing.
Parte II

Come pianificare la comunicazione on-line
2. Pianificazione strategie media e creativa

Una volta definiti gli utenti target e le finalità dell’azione di comunicazione da intraprendere via web, scaturiscono le decisioni in merito alle strategia media e creativa.
Con strategia media si intende la scelta di quali indirizzi web privilegiare per la campagna, mentre con strategia creativa ci si riferisce alle forme concrete che la creatività on-line deve assumere.

Ad esempio, se l’obiettivo è far conoscere ai navigatori del web l’esistenza di un sito, accanto a strumenti di advertising tradizionali, quali le uscite pubblicitarie sulla stampa generalista, una strategia on-line efficace per aumentare le visite al sito internet consiste nell’uso di strumenti quali banner o link sponsorizzati sui motori di ricerca.

Se la finalità è poi far sì che aumenti il numero di utenti registrati al sito internet, è necessario incentivare il visitatore a fornire i propri dati in cambio di vantaggi realmente percepiti come tali. Ad esempio, si può chiedere all’utente di compilare un coupon elettronico per ricevere a casa il campione omaggio di un nuovo prodotto.

Nel caso in cui si renda invece necessario fidelizzare i clienti, uno degli strumenti più efficienti di marketing relazionale è rappresentato dalle newsletter personalizzate, da gestire come strumenti di comunicazione e informazione aziendale.

Scelto il tipo di strumento da adottare, va pianificata la strategia creativa, che concerne aspetti legati sia al contenuto che alla veste grafica del messaggio, ragionato in base al mezzo prescelto.

3. Realizzazione campagna

A questo punto l’azione di comunicazione on line può venire concretamente implementata e, simultaneamente, cominciare a far registrare i suoi effetti, misurabili in tempo reale sin dalla fase di avvio della campagna.

Le tecnologie di Internet consentono, infatti, di verificare e controllare con assoluta precisione e direttamente in corso di svolgimento l’andamento della singola operazione di marketing, con la possibilità di effettuare una prima azione di test rivolta solo ad un campione del target, al fine di verificare l’efficacia della campagna o di apportare le opportune modifiche prima dell’implementazione vera e propria.

(Bibliografica “Marketing in Rete” di E. Prandelli e G. Verona)

Continua..

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Indicazioni utili su come pianificare un’efficace campagna di comunicazione on-line e analisi dei principali strumenti che consento di valorizzare il Web come potente mezzo di marketing.

Parte I

La comunicazione, come gli altri fattori del marketing mix, grazie ad Internet può diventare uno strumento molto più potente, a patto che venga supportata da un’adeguata pianificazione.

A monte di un qualsiasi processo di pianificazione della comunicazione su Internet, sta la scelta di investire sul Web quale efficace strumento per realizzare specifici obiettivi dell’impresa:

  • maggiore possibilità di raggiungere target rilevanti attraverso Internet;
  • necessità di contrastare o prevenire le azioni della concorrenza;
  • completare l’offerta commerciale dell’azienda attraverso l’attivazione di servizi on-line;
  • fidelizzare in modo stabile il cliente attraverso la pubblicazione on-line di contenuti in linea con il loro interesse;
  • stimolare una continua interazione con gli stessi clienti attraverso “chat”, “forum”, “newsletter”;
  • possibilità di coinvolgere direttamente i clienti nei processi di innovazione aziendali (sviluppo nuovi prodotti, definizione dei prezzi, riduzione costi per supporto);
  • etc.

Qualunque piano di comunicazione, on-line come off-line, una volta definiti gli obiettivi dell’impresa, deve necessariamente avviarsi dalla definizione del target.

A partire da tali decisioni chiave vengono, quindi, individuate le più appropriate strategie media e creativa, dalle quali discende la concreta implementazione della campagna e la finale misurazione dei suoi effetti, sulla base dei quali apportare eventuali modifiche a future azioni pubblicitarie.

1. Definizione del target:

La definizione del target in Rete può, in particolare, avvenire sulla base di due principali variabili di riferimento:

- il profilo: consente di identificare chi sono gli utenti e come possono essere raggiunti, sulla base di criteri come quello geografico, socio-demografico (sesso, età, reddito, professione, …), psicografico (attitudini, interessi, opinioni, …);
- il comportamento: permette di definire in maniera più articolata il target sulla base delle motivazioni, delle preferenze e delle aspettative degli utenti.

Rispetto alla segmentazione possibile con strumenti tradizionali, on-line cresce il grado di dettaglio delle informazioni che possono essere raccolte in merito al singolo navigatore, soprattutto quando questi si trasforma in utente registrato ai servizi presenti nel sito internet dell’azienda.
La partecipazione a newsgroup, mailing list, comunità virtuali consente di approfondire ulteriormente il quadro relativo al profilo del singolo, permettendo di delineare puntualmente le caratteristiche degli utenti obiettivo dell’azione di comunicazione.

Selezionato il target di riferimento, diviene necessario specificare gli obiettivi della comunicazione rispetto a esso, che possono variare dal semplice sviluppo o consolidamento dell’immagine aziendale alla generazione di traffico sul sito per incrementare la vendita di prodotti on-line, fino all’implementazione di un vero e proprio rapporto interattivo e personalizzato con gli utenti appartenenti a specifici segmenti.

continua..

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Questa è una domanda che, purtroppo, mi hanno posto molte volte nel corso della mia “carriera” di professionista del web. Dico “purtroppo” perchè un approccio di questo tipo da parte di un cliente implica uno sforzo enorme da parte del professionista che vuole proporre una strategia di presenza in rete, e deve far capire che il sito è solo una delle componenti da prendere in esame. Senza considerare poi il fatto che un sito web può essere fatto in migliaia di modi diversi in base agli obiettivi da raggiungere e delle risorse a disposizione: è un sito statico o dinamico? che tipo di grafica è necessario adottare? quante saranno le lingue di navigazione? chi fornisce i contenuti? esiste un copywriter all’interno dell’azienda? il responsabile della comunicazione collaborerà con la web agency? quali e quanti prodotti andranno descritti all’interno del sito? ….

Ovviamente agli addetti ai lavori queste sembreranno domande banali ma per il cliente sono inutili complicazioni di un qualcosa che dovrebbe essere semplice. E allora che fare con il cliente che chiede “quanto costa un sito web?“… io ho imparato a rispondere: “Dipende da quanto vuoi guadagnare!“. Di solito con questa risposta riesco a catturare la sua attenzione e a far cominciare uno scambio di idee e informazioni più costruttivo.