Archivio della categoria ‘Web Marketing’

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Tutti vogliono un buon posizionamento nei motori di ricerca, un sito web con molto traffico qualificato, con un alto tasso di conversione, etc. ma molte aziende non fanno le cose giuste per una corretta promozione della propria attività sul web.

Quali sono i 5 fattori più importanti per il successo di un sito web?

  1. Primo fattore di successo: L’accessibilità
    Sia i motori di ricerca che gli utenti con i normali browser (tipicamente Mozilla Firefox e Internet Explorer) devono accedere facilmente al sito web e seguire i link testuali presenti nelle pagine per navigare all’interno di TUTTO il sito. Il sito deve contenere informazioni leggibili dai motori di ricerca, quindi testo “selezionabile” e non solo immagini o filmati flash.
  2. Secondo fattore di successo: L’architettura informativa del sito
    Le pagine del sito devono essere collegate tra di loro in maniera logica in base agli argomenti tra loro attinenti (o correlati). I motori di ricerca utilizzano l’analisi semantica per i loro algoritmi di ranking, quindi è molto importante far percepire quali siano gli argomenti più rilevanti trattati nel sito e possibilmente specializzare ogni sezione del sito e ogni pagina interna per un determinato argomento o gruppo di argomenti.
  3. Terzo fattore di successo: Le parole chiave giuste
    La scelta delle parole chiave è uno dei fattori fondamentali per una corretta promozione del proprio sito nei motori di ricerca. E’ consigliabile concentrarsi su parole chiave composte da 2 o 3 termini e più specifiche possibile rispetto agli argomenti trattati nel sito in modo da concentrarsi su un target di utenti più specifico. Le parole chiave composte da 1 solo termine sono molto più competitive (è molto difficile posizionarle ai primi posti) e di solito generano meno conversioni proprio perchè troppo generiche.
  4. Quarto fattore di successo: I contenuti
    Per realizzare un sito di successo è importante pubblicare contenuti di qualità attinenti all’argomento trattato nel sito. Per realizzare contenuti di qualità da inserire nelle pagine del sito è sufficente scrivere di argomenti che si conoscono cercando, per quanto possibile, di risultare originali rispetto ad altri siti con contenuti analoghi. E’ importante aggiornare periodicamente i contenuti del sito con nuovi articoli, pagine, novità, approfondimenti, case histories, etc. in modo che il sito diventi “interessante” per i motori di ricerca ma anche per gli utenti.
  5. Quinto fattore di successo: I links di qualità
    Senza dei links di qualità verso il proprio sito è molto difficile avere dei buoni posizionamenti nei principali motori di ricerca. E’ necessario quindi ottenere più links possibili da siti che trattano argomenti correlati.

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Yahoo! ed eBay hanno annunciato qualche giorno fa una partnership commerciale che coprirà numerosi progetti limitatamente al mercato americano (per il momento).
L’accordo sembra far parte di una strategia volta a contrastare lo strapotere di Google e, in maniera minore, di MSN. Dopo che recentemente Google ha lanciato il suo servizio Google base e si sta preparando a lanciare un nuovo sistema di pagamenti on-line (così si dice..) , evidentemente eBay ha deciso di passare al contrattacco scegliendo questa alleanza con l’altro gigante del Search Adverstising, Yahoo! appunto.
L’alleanza dovrebbe riguardare soprattutto una maggiore presenza pubblicitaria di eBay nei circuiti di Yahoo! Search Marketing e l’adozione del sistema di pagamento PayPal per i clienti Yahoo!. Probabilmente verrà condivisa anche la enorme base di clienti per azioni commerciali congiunte. Staremo a vedere…

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Indicazioni utili, passo dopo passo, su come pianificare un’efficace campagna di comunicazione on-line e analisi dei principali strumenti che consento di valorizzare il Web come potente mezzo di marketing.

Parte I visualizzabile all’indirizzo:
Come pianificare la comunicazione on-line – I

Parte II visualizzabile all’indirizzo:
Come pianificare la comunicazione on-line – II

4. Principali tecniche di misurazione degli effetti

Le tecnologie di Internet consentono di verificare e controllare con assoluta precisione e direttamente in corso di svolgimento l’andamento di un’operazione di marketing.

Immaginiamo di vestire i panni di un navigatore e di essere alla ricerca di informazioni in merito ad una località turistica per programmare un weekend fuori porta. Quasi sicuramente utilizziamo un motore di ricerca e inseriamo le parole chiave che ci sembrano più adatte per trovare quello che ci serve. Quindi il motore ci mostra i risultati della nostra ricerca, cioè un elenco di annunci pubblicitari completi di link a siti più o meno attinenti alle nostre esigenze. Bene iniziamo la navigazione…

Le operazioni fin qui svolte dal nostro navigatore immaginario diventano dati fondamentali per gli inserzionisti che hanno pubblicizzato i loro siti internet all’interno del motore di ricerca appena utilizzato.

In particolare, se l’inserzionista vuole misurare l’effetto di brand awareness (conoscenza del marchio) sul complesso dei navigatori web può utilizzare il parametro dell’impression, inteso come opportunità di mostrare un elemento pubblicitario inserito in una pagina Web a un visitatore di un sito. In altre parole, con impression si intende l’esposizione del nostro navigatore immaginario a un annuncio pubblicitario, a un banner o a un link mentre effettua le sue ricerche nel motore.
Su Internet i prodotti pubblicitari come i banner vengono venduti in base al numero di impression realizzate, cioè al numero dell’avvenuto “consumo” dell’annuncio da parte dell’utente.

Se il nostro navigatore immaginario viene attratto da uno degli annunci a cui è esposto (solitamente i primi tra i risultati di ricerca) probabilmente visiterà il sito corrispondente per verificare se il sito soddisfa le sue esigenze informative.
L’effettiva capacità di una campagna di trasformare i navigatori del Web in visitatori del singolo sito può essere misurata attraverso il click-through, un indicatore di direct response, ovvero attraverso la registrazione del numero di utenti che cliccano sul banner o sul link cui sono esposti, facendo direttamente ingresso in una precisa pagina del sito dell’inserzionista on line.

Per valutare il successo dell’azione di comunicazione, soprattutto in un’ottica di eventuale riprogettazione della stessa campagna in corso di svolgimento, vanno considerati anche altri elementi in grado di rilevare l’effettiva preferenza degli utenti nei confronti del sito promosso. Ad esempio, l’incremento del numero delle visite dovrebbe comportare anche un incremento del numero di visitatori che si registrano ai servizi offerti nel sito (compilando un modulo di richiesta informazioni, iscrivendosi alla newsletter, contattando direttamente l’azienda, ecc.). Il rapporto tra numero di utenti registrati al sito e click-through esprime un indice di efficienza dei contatti attivati.

(Bibliografia “Marketing in Rete” di E. Prandelli e G. Verona)

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A conferma del fatto che è fondamentale essere posizionati ai primi posti dei risultati di ricerca, segnalo questo interessante studio di iProspect. In sostanza la ricerca evidenzia che il 62% degli utenti cliccano sui links della prima pagina di risultati dopo una ricerca e ben il 90% degli utenti non vanno oltre la terza pagina dei risultati.

Fonte: iProspect

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Le e-mail sono parte integrante dell’attività di business come mezzo di contatto e di relazione e come tali diffondono l’immagine di aziende e persone nel mondo, quindi occorre prestare la massima attenzione alla loro stesura e controllarle più volte prima di premere il tasto “invio”.

1. Omettere l’oggetto.
Spedire una mail senza oggetto significa spedire messaggi “ignoti”, se poi si analizza il dato che l’oggetto ha un valore pari all’80% dell’apertura di una mail è evidente che la sua omissione preclude la possibilità di raggiungere velocemente il target di riferimento e persino la possibilità di essere letti.

2. Scrivere frasi incoerenti.
Il titolo deve essere coerente ed attinente al contenuto del messaggio inviato. Evitare frasi banali ed utilizzare invece chiavi di lettura che facilitino la comprensione immediata del contenuto del messaggio, omettere frasi come “ecco per lei nuove offerte”.

3. Lasciare invariato il titolo della mail quando si risponde.
Un semplice esempio: quante volte si risponde ad una e-mail lasciando apparire nel titolo solo “re” (replay)? L’aggiunta di ulteriori informazioni consente a chi la ricevere di individuare esattamente il contenuto del messaggio nel modo più veloce.

4. Non personalizzare il messaggio per il destinatario.
Un messaggio eccessivamente informale rende le comunicazioni troppo fredde e distaccate e inoltre denota una scarsa attenzione verso chi riceve il messaggio, il quale ritiene di non essere stato preso nella giusta considerazione.

5. Non considerare le modalità comunicative.
A differenza della comunicazione face to face o delle conversazioni telefoniche, chi legge le e-mail non è in grado di identificare il comportamento non verbale e distinguere il tono della voce, di conseguenza formula un giudizio in base a quanto legge. È indispensabile verificare attentamente quanto scritto e considerare, magari ponendosi nei panni dell’altro, se il messaggio sia sufficientemente chiaro, conciso e comprensibile; evitare di dare tutto per scontato.

6. Non controllare la grammatica.
Come detto precedentemente la e-mail rappresenta l’azienda, le persone e le loro personalità; spedire messaggi con errori ortografici è indice di scarsa attenzione; chi la riceve è indotto a pensare che il mittente sia poco affidabile e che la cura posta nel suo lavoro non sia poi così buona.

7. Scrivere testi troppo lunghi.
Una buona e-mail necessità di frasi brevi e concise e la capacità di sintesi, nel rispetto della forma narrativa, è senza mezzi termini indispensabile.

8. Utilizzare frasi negative.
Evitare l’utilizzo di frasi in negativo, ad esempio se volessimo pubblicizzare un anti-taccheggio, il messaggio dovrebbe puntare sulle opportunità offerte e quindi fare leva sulla sicurezza e non sul rischio che si corre non avendolo.

9. Non mettere i vostri riferimenti nelle e-mail.
Ricevere e-mail senza riferimenti è sempre sconcertante. Quante volte ci siamo chiesti “chi è questo tizio?”, oppure “devo chiamarlo ma ho lasciato il suo biglietto da visita in auto..aspetto domani”. Quante opportunità si possono perdere? In calce ad ogni e-mail bisogna riportare il proprio nome, la posizione in azienda, il nome e l’indirizzo dell’azienda, numero di telefono, fax, indirizzo e-mail e sito web. Si potrebbe obiettare che un nostro cliente ci conosce già, che possiede da molto tempo tutte queste informazioni, certo, ma c’è forse un motivo che vieta di facilitare la vita altrui?

10. Dimenticarsi le informazioni sulla privacy.
Dopo i riferimenti aziendali va sempre inserita l’informativa sulla privacy.

(Tratto da pilloledimarketingweb.it)