Riprendo un articolo di USA Today per alcune considerazioni sul mercato del keyword advertising e sull’utilizzo innovativo che ne stanno facendo i più importanti brand statunitensi in relazione ai media tradizionali.
General Motors ha recentemente lanciato un campagna televisiva dove, al termine dello spot, si invitano i clienti a cercare la parola “pontiac“ su Google per avere maggiori informazioni. Un approccio sicuramente innovativo e in linea con il target di riferimento per il marchio Pontiac, che produce veicoli sportivi dedicati ad una clientela molto giovane. Insomma: una grande idea!
Unico inghippo dell’operazione il fatto che Mazda ha acquistato le parole chiave “pontiac” e “pontiac solstice” per la sua campagna di keyword advertising attraverso Adwords, quindi tra i risultati sponsorizzati (quelli alla destra dei risultati di ricerca) è comparso per un certo periodo anche un sito della Mazda dedicato alla comparazione dei suoi veicoli con i veicoli della concorrenza, in particolare proprio con le auto a marchio Pontiac: http://www.mx5nocomparison.com
A parte il caso specifico e curioso dove due grandi brand internazionali si “battono” a colpi di sponsored search per conquistare fette di mercato, la considerazione più importante è il fatto che ora la presenza del proprio sito su Google viene percepita come un rafforzamento della propria immagine. Il motore di ricerca viene utilizzato per confermare la propria credibilità agli occhi della clientela, anche utilizzando media tradizionali (e di massa) come la TV.
Come dire: “se non ci credi, cerca su Google e vedrai!”.
Continua a leggereScritto da Mauro il 1 febbraio 2006 in internet e varie
In un post dove parla di come al giorno d’oggi le dittature si impongono con il controllo delle informazioni e della rete, Beppe Grillo cita nel suo blog i motori di ricerca made in USA come esempio negativo.
In particolare riferisce di come G sia scesa a patti con il governo cinese accettando di rimuovere dai risultati delle ricerche alcuni argomenti tabù: l’indipendenza di Taiwan, il massacro di Tienanmen, il Dalai Lama, la setta religiosa Falun Gong e, ovviamente, le critiche al partito comunista. Secondo il comico genovese l’autocensura è avvenuta in cambio di denaro.
La notizia si era già diffusa in rete suscitando reazioni contrastanti negli addetti ai lavori (sopratutto nel Search Engine Marketing, ma non solo). In realtà G non ha voluto rinunciare ai possibili introiti pubblicitari derivanti da un mercato composto da più di 1 miliardo di persone. A mio parere, comunque, G non esce molto bene da questa vicenda…
Continua a leggereScritto da Mauro il 29 gennaio 2006 in internet e varie
Dal prossimo 27 febbraio anche in Italia (e credo anche nel resto d’Europa) Overture cambierà veste assumendo il nome commerciale di Yahoo! Search Marketing. Il cambiamento era già avvenuto qualche tempo fa per il mercato degli Stati Uniti.
Nel comunicato inviato a tutti i clienti l’azienda promette che in futuro verranno offerti, attraverso questa piattaforma, nuovi prodotti e servizi che aiuteranno l’ottimizzazione degli investimenti pubblicitari on-line.
Continua a leggereScritto da Mauro il 27 gennaio 2006 in internet e varie
Analizzando i termini di ricerca più utilizzati dagli utenti internet a Novembre 2005, secondo i dati diffusi da Nielsen//NetRatings, emerge il fatto che moltissimi utenti utilizzano ormai i motori di ricerca come “barra degli indirizzi”. Tra i termini più cercati troviamo infatti: ebay, google, yahoo, mapquest, yahoo.com, ebay.com, msn, etc.
In sostanza moltissimi utenti scrivono nel box di ricerca il nome del dominio da raggiungere, con o senza estensione (ad esempio .com o .it), anzichè scriverlo nella barra degli indirizzi del browser.
A cosa è dovuto questo fenomeno?
La maggior parte degli utenti internet utilizzano come propria default page un portale o un motore di ricerca, come Yahoo!, MSN o Google, ognuno dei quali ha la funzione di ricerca nel web. Così, per raggiungere il sito di destinazione, gli utenti ne scrivono il nome (anche parziale) nel box di ricerca del motore e poi cliccano sul link che compare nella pagina dei risultati. Questo comportamento è utilizzato sia dagli utenti web alle prime armi sia da quelli più esperti, semplicemente per il fatto che è molto comodo e rapido. In entrambi i casi è una riprova del fatto che i motori di ricerca sono diventati il punto di partenza della navigazione di moltissimi utenti internet o comunque un punto focale per l’esperienza di navigazione. Di conseguenza, l’unico sistema per farsi trovare su internet è quello di predisporre una correttà politica di visibilità e promozione nei motori di ricerca per il proprio sito web.
Continua a leggereScritto da Mauro il 24 gennaio 2006 in internet e varie
Una recente indagine condotta da Nielsen//NetRatings sull’utilizzo dei motori di ricerca a Novembre 2005, conferma il sostanziale strapotere di Google nell’ambito del mercato delle ricerche internet. Il motore di ricerca “Google” gestisce infatti circa il 46% delle ricerche mondiali (circa 2,4 milioni) seguito da Yahoo con il 23% (1,2 milioni di ricerche) e da MSN con l’11% (0,6 milioni). I numeri fanno un po’ impressione sia per la quantità assoluta di ricerche sia per l’enorme distacco di Google dai suoi principali competitors. E’ chiaro quindi che quando si parla di attivare un “posizionamento sui motori di ricerca” o una “campagna di internet marketing”, per portare traffico web qualificato su un sito internet, bisogna per forza partire proprio considerando Google l’interlocutore principale e, per quanto possa sembrare antipatico, attualmente non si vedono all’orizzonte grandi cambiamenti nel mercato dei motori di ricerca.
Continua a leggereScritto da Mauro il 23 gennaio 2006 in internet e varie