Riprendo con piacere una news diffusa qualche giorno fa dall’Eurid, riguardante il fenomeno del cyber squatting dei domini .eu. Molti non sanno che la denuncia contro questa pratica scorretta e illegale è nata da una segnalazione di Bob Parson, CEO del provider GoDaddy, e ben descritta nel suo blog.
Dal sito dell’Eurid:
24 luglio 2006
“EURid, l’associazione no profit che gestisce il top level domain .eu, ha sospeso 74.000 nomi a dominio e ha agito contro 400 registrars per inadempienze contrattuali. Questa azione è stata incitata da comportamenti abusivi da parte di un consorzio di registrars, che hanno sistematicamente acquistato dei nomi a dominio con l’intento chiaro di vendere questi nomi a dominio. Nel mondo Internet questo è chiamato “warehousing”, il che non è consentito.
“In questo caso siamo convinti che i registranti dei 74.000 nomi a dominio .eu (Ovidio Ltd, Fausto Ltd e Gabino Ltd) stanno agendo come una fronte per diversi registrars. I registranti e i registrars possono essere considerati come essendo la stessa entità. Tenendo conto del fatto che registrars possono soltanto registrare nomi a dominio per clienti reali e tenendo conto del fatto che registrars non possono registrare nomi a domini per lo solo scopo di rivendergli successivamente a un prezzo superiore, questo tipo di operazione viene considerato un inadempienza contrattuale”, dice Herman Sobrie, Legal Manager di EURid.
Rispettando i limiti del regolamento EC (733/2002 & 874/2004,) EURid si impegna di mantenere il .eu come un top level domain attraente per soggetti Europei che vogliono avere un identità Europea in rete Internet. Quando il sistema viene abusato, il rischio che il valore del .eu diminuisce è reale. Non soltanto negli occhi di quasi 2 milione di registranti legittimi di nomi a dominio .eu, ma anche per tutti i registrars che offrono servizi di qualità. Questo è il motivo per cui EURid vorrebbe agire in una maniera decisiva contro comportamenti abusivi nel mondo dei domini .eu.
EURid costantemente controlla la registrazione di domini .eu alla fine di assicurarsi che tutti i registranti sono effettivamente basati nella zona EU, come richiesto dalle Public Policy Rules per il .eu. EURid verifica anche che tutti i registrars accreditati agiscono nel miglior interesse dell’utente finale, rispettando il loro contratto con EURid.
Un certo numero di nomi a dominio .eu sono stati sospesi, visto che i rispettivi registranti non potevano dimostrare che avevano effettivamente una sede nell’Unione Europea.
Il risultato per questi nomi a dominio .eu dipende da una decisione della corte di competenza. EURid vorrebbe liberare in fase successiva i nomi a domini per permetterne la registrazione.”
Continua a leggereScritto da Tania il 31 luglio 2006 in internet e varie
In questi giorni mi è arrivata (così come a molti miei conoscenti e clienti) la richiesta di adesione ad un sedicente “Registro Italiano in Internet per le imprese“. La richiesta è arrivata in busta cartacea contenente una proposta d’ordine/contratto per l’ adesione ad un servizio a pagamento.
Il logo della società che propone il servizio assomiglia furbescamente a quello di Telecom Italia e le righe che spiegano l’importo e i dettagli del contratto sono scritti a caratteri molto piccoli in basso:
chiedono 858,00 Euro/anno per l’inserimento dei propri dati in un sito web e il contratto vale per tre anni, successivamente rinnovabili se non viene comunicata disdetta con 3 mesi di anticipo!
Altra furberia è che le righe più in alto ( più evidenziate rispetto al resto del testo) propongono di verificare e completare i propri dati e rispedirli via fax (con firma) per essere inseriti nel “Registro Italiano in Internet“, “anche se non passate alcun ordine“. Ad un primo sguardo sembrerebbe quindi un servizio gratuito… ma non lo è!
La società editrice proponente ha sede in Germania e non ha niente a che vedere ne’ con Telecom Italia, ne’ con gli organi competenti al mantenimento dei dominii italiani, cioè il “Registro del Country Code Top Level Domain .it”, chiamato NIC e l’ Istituto di Informatica e Telematica (IIT). Nel suo sito anzi, il NIC mette in guardia contro questo tipo di iniziative.
Quindi invito tutti a:
NON FIRMARE PROPOSTE DI INSERIMENTO NEI MOTORI DI RICERCA
O IN REGISTRI INTERNET
senza aver prima verificato bene di cosa si tratta e senza aver consultato un Vostro consulente di fiducia.
Continua a leggereScritto da Mauro il 1 giugno 2006 in internet e varie
MSN tenta una nuova strada per sottrarre utenti a Google: i regali! L’azienda ha lanciato infatti un concorso che darà agli utenti la possibilità di vincere dei premi semplicemente utilizzando il suo servizio “motore di ricerca”. Se, digitando una keyword qualsiasi comparirà la frase “MSN Search & Win” a fianco di uno dei risultati, sarà sufficente cliccare sul risultato per verificare se si ha vinto o meno un premio. Durante i mesi di Febbraio, Marzo e Aprile verranno messi a disposizione circa 1 milione di dollari di premi.
Continua a leggereScritto da Mauro il 14 febbraio 2006 in internet e varie
è necessario seguire le indicazioni per i Webmaster fornite dal team di Google. Più che altro seguendo queste regole non si rischia di far escludere il proprio sito dall’indice per motivi di violazione delle policy. Recentemente la battaglia contro le pratiche “illecite” per far comparire il proprio sito ai primi posti delle ricerche ha coinvolto aziende molto famose in tutto il mondo. Ne parla Matt Cutts nel suo blog citando il caso ecclatante del sito “bmw.de”. Insomma il webspam team di Google non guarda in faccia proprio nessuno!
Continua a leggereScritto da Mauro il 10 febbraio 2006 in internet e varie
Ask Jeeves ha annunciato l’apertura di un nuovo “Research Center” a Pisa. Il centro sarà il riferimento europeo per la ricerca e sviluppo e sarà guidato da Antonio Gulli creatore di Arianna, il primo motore di ricerca italiano. La società americana conferma così la sua volontà di espansione nei mercati europei dopo la recente apertura di Ask Espana e Ask Deutschland, e la programmazione di altri siti di ricerca nazionali nei prossimi mesi, tra cui anche una versione italiana (attualmente in beta).
Continua a leggereScritto da Mauro il 10 febbraio 2006 in internet e varie